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Segovia (Castilla y León): Città Patrimonio dell’Umanità

Alcázar di Segovia

Segovia è una città e un comune spagnolo, appartenente alla comunità autonoma di Castilla y León, ai piedi della Sierra de Guadarrama. È una delle tappe (quasi) obbligatorie per i turisti che visitano la capitale spagnola, e per chiunque non voglia perdersi un pezzo importante della storia della penisola iberica. Inoltre, fa parte del percorso principale del Cammino di Santiago che parte da Madrid.

Toponimo di Segovia

Il nome di Segovia è di origine celtiberica. Esistono testimonianze, del tardo periodo repubblicano, circa il toponimo latino ‘Segovia’ attribuito a una moneta celtiberica, coniata in città. Anticamente il toponimo ‘Segobriga’ era associato a Segovia, ma la scoperta della città di Segobriga smantellò completamente questa teoria. Sotto il dominio romano e arabo, la città era chiamata rispettivamente Segovia (Σεγουβία) e Šiqūbiyyah (in arabo شقوبية).
Diego de Colmenares, l’autore di ‘Historia de Segovia’, scrisse: “Questo sito [la roccia su cui Segovia è abbarbicata] è molto forte, la natura è inespugnabile. Ercole, il nostro fondatore, ha scelto per questa città il luogo migliore della Spagna”.

Storia: dalle origini di Segovia

L’insediamento umano nei dintorni dell’attuale Segovia risale a circa 60.000 anni fa e i Neanderthal furono i primi ad occupare il territorio. Si ritiene che la città sia stata abbandonata dopo l’invasione islamica. Dopo la conquista di Toledo da parte di Alfonso VI de León, nel 1088 iniziò il ripopolamento di Segovia con i cristiani del nord della Spagna e al di là dei Pirenei.

Acquedotto romano a Segovia all'imbrunire
Acquedotto romano a Segovia all’imbrunire. Fonte: pixabay

Durante il XII secolo, Segovia subì gravi disordini per la corona di Castiglia, ma ciononostante la sua posizione sulle vie della transumanza ne fece un importante centro per il commercio della lana e per le manifatture tessili. La fine del Medioevo è un periodo di splendore: vengono poste le basi di una potente industria tessile, si sviluppa una splendida architettura gotica e diventa la corte dei re della Casa di Trastamara. Infine, nella chiesa di San Miguel de Segovia, Isabella la Católica viene proclamata regina di Castiglia il 13 dicembre 1474.

Ai giorni nostri

Il boom economico della città continuò nel corso del XVI secolo, raggiungendo i 27.000 abitanti nel 1594. Successivamente, come quasi tutte le città castigliane, andò in declino tanto che, solo un secolo dopo, contava 8000 abitanti. All’inizio del XVIII secolo si tentò di rivitalizzare l’industria tessile, ma con scarso successo. Nel 1764 fu inaugurato il Royal College of Artillery, la prima accademia militare in Spagna, che si trova ancora in città, all’interno dell’Alcázar. Nel 1808 le truppe francesi saccheggiarono Segovia durante la Guerra d’Indipendenza. Tra il XIX e il XX secolo la città conobbe una ripresa demografica, in conseguenza di un rilancio economico.

Clima

Il clima di Segovia si può considerare a metà strada tra il clima di tipo Mediterraneo e quello Mediterraneo oceanico. Esso, infatti, può essere di tipo Mediterraneo nelle zone più basse del comune e di tipo Mediterraneo oceanico nelle zone più elevate. La temperatura annuale ha una media di 11,5°C. Il 6 gennaio 1938 si toccò la minima assoluta, arrivando a -17°C. La massima, invece, si ebbe a luglio del 1920, con 39,7 °C.   

Un po’ di dati attuali

I comuni in provincia di Segovia sono: Segovia, Fuentemilanos, Ontoria, Madrona, Revenga, Zamarramala, Torredondo, Perogordo. Altre frazioni sparse sono: Abadejos, Aldeallana, Campillo, Colina, Matamanzano, Las Serillas, Tajuña, Lagunilla. La crescita demografica vissuta nel corso del XIX secolo ha subito un’accelerazione dal 1920: da 16.013 abitanti, in quell’anno, a 53.237 nel 1981. In seguito, la crescita rallentò in modo significativo: se fino al 2004 si contavano 55.586 abitanti e nel 2014 53.300, con il censimento del 2018 si contavano 51.683 anime. Per quanto riguarda l’economia, oltre all’industria metallurgica, di rilevante importanza è quella alimentare (poiché sono famosi gli insaccati). Un ruolo importante è anche rivestito dall’edilizia (il legno e i mobili). Soprattutto, però, è il turismo ad essere considerevole in questa città. L’accesso a Segovia su strada può essere effettuato da Madrid tramite le autostrade AP-6 e AP-61, nonché la N-603. Inoltre, la ferrovia collega benissimo Segovia alla capitale.

Segovia: Città Patrimonio dell’Umanità

Nel 1985 la città vecchia e l’acquedotto di Segovia sono stati dichiarate Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. L’acquedotto è considerato la più importante opera di ingegneria civile dell’Antica Roma, nonché uno dei monumenti che si è conservato meglio. Nel centro storico sono presenti edifici antichi, sia civili che religiosi, e non solo cattolici, ma anche ebrei. Uno dei migliori esempi di questa diversità culturale è rappresentato dall’antica sinagoga. Tra i luoghi più importanti, e tappa irrinunciabile del viaggio a Segovia, spicca certamente l’Alcázar di Segovia, palazzo reale situato in cima a una roccia, tra i fiumi Eresma e Clamores. I primi documenti del palazzo risalgono al 1122, ma è probabile che esistesse in epoche precedenti.

Cattedrale di Santa María a Segovia
Cattedrale di Santa María a Segovia. Fonte: pixabay

Fu una delle residenze preferite dei reali di Castiglia. Fu la residenza preferita di Alfonso X il Saggio ed Enrico IV, e da qui partì Isabel la Católica per essere proclamata regina di Castiglia, nella piazza principale. Attualmente ospita l’Archivio Militare Generale di Segovia e il museo del Royal College of Artillery. Un’altra imperdibile tappa è il monastero di San Antonio el Real, ex residenza di caccia di Enrico IV e che, in seguito, divenne un convento. Attualmente, dieci suore vivono al suo interno. Infine, irrinunciabile è la visita alla Cattedrale di Santa María, ultima cattedrale gotica costruita in Spagna, considerata il capolavoro del gotico basco-castigliano e conosciuta come “La Signora delle Cattedrali”.

Segovia (Castilla y León): Città Patrimonio dell’Umanità ultima modifica: 2021-07-01T09:00:00+02:00 da Rossana Rosa Di Grazia

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